Notizie storiche
Storici antichi affermano che, fino dai tempi di Brenno, nel territorio attorno a Soncino, esisteva una città fondata dai Galli Cenomani chiamata Aquaria.
Si racconta che i suoi abitanti si opposero all'invasione degli Elvezi e dei Reti, che furono sconfitti, e che la loro città venne distrutta.
Si narra inoltre che successivamente le legioni dei consoli romani Lucio Cassio Longino e Lucio Cornelio Cinna sconfissero gli invasori e, nel 127 a.C., fecero ricostruire su
quelle rovine una nuova città.
Tracce della prima città distrutta
Queste notizie sembrano trovare conferma dai ritrovamenti occasionali ripetutisi nei secoli e dalle recenti scoperte archeologiche più documentate.
Il luogo dove sorgeva l'antica città gallica potrebbe essere individuato nelle vicinanze del santuario campestre della Madonna di Villavetere, ad Ovest di Gallignano, dove,
nel 1796, venne scoperta un'Ara di Giove.
Le ricerche di superficie eseguite negli ultimi anni e la raccolta museale di numerosi reperti testimoniano l'esistenza di una fiorente attività sia nel periodo preromano
che romano, confermata dalla individuazione di una antica viabilità presso la Cascina Giubilea, a sud della Madonna di Villavetere, e presso il pozzo del metano in
località Bosco Vecchio.
Inoltre sono state documentate, sempre in zona Bosco Vecchio, le strutture di una villa romana di notevoli dimensioni con attorno altre strutture abitative ed un complesso di
fornaci.
A distanza di poche centinaia di metri, presso Cascina San Germignano, è venuto alla luce un altro vasto insediamento con pavimentazioni di strade, tombe e fondazioni di
pilastri e di murature. Questi potrebbero essere i resti dell'antica Aquaria gallica distrutta dagli invasori Elvezi e Reti.
Tracce della seconda città distrutta
L'ubicazione della nuova città romana fatta erigere dai Consoli Romani dopo la distruzione di Aquaria potrebbe essere individuata nel territorio ora occupato dal centro
abitato di Gallignano.
Nel 1978, ad est del cimitero della frazione, nei campi detti dell'Anguanà, alcuni contadini si imbatterono in un pozzo di epoca tardo romana o medioevale. Nella zona
circostante sono stati trovati numerosi reperti (oggetti di metallo, frammenti di ceramica, piccole tessere di mosaico, strutture murarie formate da grossi ciottoli).
Poco più a sud, in località Mulino San Pietro, sono venute alla luce pavimentazioni selciate e murature interessanti una vasta area; poco distante, in località
San Pietrino, alcune tombe a cappuccina e, in località Cascina Serafina, un antico pozzo.
Ipotesi
La mancanza di documenti storici certi e la deperibilità dei manufatti di argilla usati dagli antichi abitatori dei terreni alluvionali non hanno favorito la ricerca
archeologica nella bassa pianura padana limitandola ad interventi sporadici motivati da scavi per opere edilizie, stradali o di posa di tubature per le linee dei servizi.
Riteniamo quindi che le individuazioni segnalate nel territorio di Gallignano e la ricchezza di materiale archeologico affiorante debbano essere di stimolo per studi approfonditi
sui reperti raccolti e per ricerche archeologiche più sistematiche da parte degli studiosi e delle università con il coinvolgimento diretto della Soprintendenza.
E chissà che fra qualche anno si possa confermare l'esistenza della fiorente città di Aquaria distrutta dagli Elvezi e dai Reti nella zona di Villavetere e della
nuova città ricostruita dai consoli romani.
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